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Quando il cuore è pieno di gioia
Domenica 13 giugno, nella chiesa San Francesco d'Assisi, a Jesi, si è svolta la Professione temporanea di Francesco Marra, Martina Salvatori e Roberta Amico.
Nella foto da sinistra: Roberta Amico, Antonio Quaranta, P. Silvio Capriotti (assistente), Francesco Marra, Martina Salvatori e Angela Sagramola (ministra)
JESI – È di questi giorni la notizia che il 37% degli studenti che quest’anno sostengono l’esame di Stato, ha scelto per la prova d’Italiano il tema sulla “Felicità”. Perché tanti giovani dicono di essere annoiati, insoddisfatti e stanchi? Eppure hanno tutto e subito! Perché molti giovani sono tristi? Perché altri si danno al vizio o al crimine, da soli o “in branco”? Forse cercano, anche per vie sbagliate, la propria identità/felicità, quel ben-essere che va oltre il ben-avere e quella gioia che non si compra al supermercato ma nasce dentro…
Una storia vera
Due giovani fidanzati, Francesco Marra e Martina Salvatori, la sera di domenica 13 giugno, nella chiesa di San Francesco d’Assisi salutano con affetto, vivaci e sorridenti, gli amici della corale di cui fanno parte, poi siedono in silenzio nel presbiterio, vicino all’altare.
Arriva Roberta Amico, la giovane sposa di Gianluca Garbuglia, e siede accanto ai fidanzati. Ecco Angela Sagramola, la “ministra” dell’Ordine dei laici francescani (OFS). Si respira un’aria di festa e di attesa serena… È l’ora dell’Eucaristia: le voci serafiche del coro intonano l’inno sublime di lode all’Altissimo, “Alto e glorioso Dio”, e il Celebrante, padre Silvio Capriotti (OFM), annuncia con gioia all’assemblea: “Oggi tre giovani chiedono a Dio e alla Chiesa di far parte della Fraternità francescana con “la professione temporanea”, di un anno, nell’Ordine dei laici francescani, e promettono di seguire, sull’esempio di Francesco, “le orme di Cristo, povero e umile”.
Dall’io al “noi”
Dopo la proclamazione del Vangelo, padre Silvio ha ricordato le origini della Famiglia francescana a cui appartengono i Frati (I Ordine), le monache Clarisse (II Ordine) e i laici francescani (Terz’Ordine). I francescani laici, singoli, sposati o consacrati, lavorano nel mondo e si impegnano ad annunciare il Vangelo vivendo con umiltà e in perfetta letizia “i consigli evangelici”, povertà, castità, obbedienza, secondo il loro stato di vita. Essere poveri significa guardare all’essenziale: vivere intimamente uniti al Signore, rinunciare all’egoismo e all’orgoglio, aprire il proprio cuore all’amore e al servizio del prossimo, in particolare dei fratelli che soffrono nel corpo e nello spirito. Dall’io al “noi”.
All’inizio del rito della”professione”, semplice ma efficace, ogni candidato, chiamato per nome dal Celebrante, risponde “Eccomi” e fa la richiesta di ammissione… Quindi la ministra dell’Ordine Francescano Secolare legge la formula e accoglie, con la gioia di una madre, i tre giovani che hanno detto il loro “Sì” a Gesù Cristo nella Fraternità francescana.
Il caloroso unanime applauso dei fedeli esprime affetto e stima ai giovani e gratitudine al Dio della vita che compie meraviglie. Una sposa, madre della piccolissima Agnese, e due fidanzati che presto celebreranno le nozze, sono un bel dono di Dio alla Fraternità dei francescani e a tutta la Chiesa, ma anche un segno di speranza, in tempi tanto difficili, per una provvidenziale fioritura di giovani famiglie cristiane e per la crescita spirituale di altri giovani che, assetati di felicità, abbiano il coraggio di rispondere alla chiamata di Cristo e di seguirlo.
Maria Crisafulli (Articolo da "Voce della Vallesina" del 4 luglio)