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Ai fratelli e Sorelle della Fraternità’ O.F.S. di Recanati
Carissimi,
il sapore e il gusto della semplice liturgia della iniziazione delle tre sorelle, Antonietta, Mirella e Tiziana, che abbiamo celebrato il 28 gennaio u. s., non è scomparsa dal mio cuore, anzi si protrae ancora nella mia vita e infonde speranza e fascino alle mie giornate. Averci preso parte è stato per me come fare una passeggiata nel bosco, alla fine dell’inverno, e incontrare, quel piccolo fiorellino che si chiama bucaneve. Quante volte mi ci sono imbattuto e sempre con stupore e meraviglia! Una piccola campanella bianca, che sbuca dalla neve. Se non fosse per lo stelo verde e qualche fogliolina sopra la neve, passeresti oltre senza neanche accorgertene. L’ incontro con questa meraviglia della natura, anche se l’aria è ancora fredda e pungente e la neve copre il suolo, fa già pregustare e assaporare la primavera. Sai che il freddo ha i giorni contati. Quel fiorellino è lì per dirti che il sole tornerà a splendere e ad illuminare e riscaldare la terra. E allora il tuo passo diventa più agile e quasi non senti più la fatica del cammino.
Così, vi dicevo, è stato per me quel pomeriggio. Nel gelo senza vita di una società egoistica, sempre più conflittuale, perché ogni persona è centrata sul proprio io, da difendere a tutti i costi, fino alla eliminazione dell’altro, percepito come nemico, quel pomeriggio ho visto nascere la speranza di un mondo nuovo, di una società diversa. A delle creature fragili e povere, come siamo tutti noi, è stato fatto il dono di scoprirsi e di amarsi come fratelli e sorelle, perché tutti figli dello stesso Padre. Siatene certi: i rapporti fraterni, l’esperienza umana della fraternità che Francesco ha voluto per la Chiesa e per il mondo, possa e debba essere proposta a tutti gli uomini, come recupero di rapporti autenticamente umani.
La mentalità di questo nostro tempo, che ormai dobbiamo definire post – cristiano, mette l’io del singolo al centro di tutto, al centro del suo personale progetto di vita, riducendo così le esigenze del suo cuore all’orizzonte ridotto e soffocante del suo sguardo ristretto e miope, incapace di andare oltre il proprio naso! E allora ogn’uno è solo e continuamente in guerra con tutto e con tutti per farsi spazio nella società. Reagisce a tutto e ce l’ha con tutti, perché manca a lui la vista e il respiro, essendosi chiuso al Mistero, all’Infinito, dal Quale viene e per il Quale il suo cuore è stato plasmato e nel Quale poter riscoprire la propria identità di fratello. Ma senza Dio l’uomo non va lontano, lo costatiamo con tristezza ogni giorno tutti noi. Per sopravvivere nell’effimero e nel superficiale deve continuamente ingannarsi con droghe di ogni genere.
Il Signore nella sua infinita misericordia vi ha chiamato alla sequela di Cristo sulle tracce di Francesco, il Fratello di tutti, perché viviate la gioia di essere Fratelli e siate presenti dentro questa società come un antidoto all’individualismo in cui è come imprigionato l’uomo di oggi.
Vi auguro che la Fraternità non sia un luogo di fuga dal mondo, e di difesa di se, del proprio io dalla invadenza dell’altro o un luogo cercato, in maniera illusoria, come rifugio di pace. La Fraternità deve essere per voi il luogo di educazione della vostra persona, per imparare ad amare, a trasformare ciascuno di voi un dono di amore gratuito. Dovete stare dentro la Fraternità con il cuore di Maria che si lasciava educare da suo Figlio e meditava nel suo cuore tutti gli avvenimenti che lo riguardavano, accogliendoli senza pretesa di ridurli alla sua portata, senza la presunzione di poterli afferrare totalmente.
Quando la vita fraterna vi chiede qualche sacrificio, quando la fedeltà alla vostra vocazione di fratelli e sorelle farà soffrire la vostra carne, ricordate che è il momento di acquisire una coscienza nuova di sé, come dono. Solo nel Signore e nella sua misericordia troveremo l’ unica risposta che può riempire il nostro cuore, ma la Fraternità, nonostante i suoi limiti e la sua fragilità, ce lo fa incontrare, ce lo dona, il Signore Gesù, il più bello tra i figli dell’uomo, Colui che salva, rende bella la nostra esistenza. Se nella Fraternità non incontriamo il Signore per lasciarci educare da Lui, si ricade nella tristezza, logica conseguenza dell’essere centrati, preoccupati, chiusi sul proprio io, dimenticando il nostro essere figli e fratelli.
Il carisma di Francesco, la fraternità, ci educa e ci fa crescere liberandoci progressivamente dal “ narcisismo ” di cui è malato l’uomo e che ammorba ciascuno di noi. Vi auguro che l’appartenere alla Fraternità non sia una fuga, ma costituisca piuttosto un aiuto perché ogni fratello e sorella, ogni altro sia segno e sacramento dell’Altro. Allora tra voi si instaurerà una profonda, autentica comunione, che nulla potrà distruggere. Se siete innamorati di Cristo che vi ha amato e ha dato se stesso per voi, allora ogni volto dei fratelli e sorelle, nella nostra Fraternità e fuori, sarà lo stesso volto di Cristo. Da questo conoscerete l’autenticità della vostra vita francescana, se la qualità di vita, di rapporti che vivete in fraternità lo portate anche in famiglia, nel luogo di lavoro, ovunque, perché è il vostro modo di vivere!
Nel mondo le relazioni sono basate sul possesso, sull’avere, sul conquistare, dominare, legare a sé, per cui l’uomo è sempre “ fuori di sé” per non sentire quel vuoto profondo che ha dentro. Testimoniate a tutti che il cuore dell’uomo non sarà colmato finche non trova la risposta vera, che può dare solo il Signore Gesù con la sua presenza, e la sua misericordia.
Francesco vi ha chiamato “ Fratelli e Sorelle”, cioè uomini e donne che vivono i loro rapporti fraterni all’immagine di Dio – Trinità: un amore totale, il quale mentre dona tutto, tutto riceve. Non possiede, non domina, non ha potere sull’altro, non è superiore a nessuno. Sia anche la vostra Fraternità questo abisso di amore oblativo donato e ricevuto! Questa è la grazia che dovete vivere in Fraternità, tra di voi, in un’esperienza di gioia, capace di sacrificio per l’altro, fino al perdono… e questo è il dono che siete chiamati a testimoniare e ad offrire a tutti uomini, perché ritornino a riconoscersi fratelli.
Sorelle e fratelli abbiate il coraggio non solo di vivere, ma anche di proporre il vostro carisma, l’eredità che vi hanno lasciato Francesco e Chiara, Elisabetta e Ludovico, come modello dell’umano, di un umano più pieno, più felice, più compiuto. Siate coscienti di avere tra le mani un grande tesoro da condividere con tutti gli uomini. La vostra vocazione è una ricchezza data a voi, ma non tenetela solo per voi, condividetela con ogni uomo e donna di buona volontà. L’amore trinitario è la sorgente della più grande sapienza e intelligenza a cui l’uomo dovrebbe attingere per riappropriarsi della sua propria ricchezza d’uomo. Senza Dio l’uomo è meno uomo. Non siate timidi di fronte al modo di pensare e di vivere dell’uomo moderno, della logica del mondo di oggi. Siate consapevoli che la vostra Fraternità, e tutto l’ OFS, è un dono di Dio fatto a voi, perché sia come un insegnamento, un richiamo, una proposta che Dio vuol fare all’uomo di oggi, perché possa riscoprire cosa significhi essere uomo e riappropriarsi di tutta la pienezza di umanità che il Creatore e Padre ha infuso nel cuore di ogni suo figlio.
Buon cammino e buona testimonianza fratelli e sorelle.
Con affetto grande vi benedico e prego per voi, perché chi ha iniziato quest’opera in voi la porti a compimento.
Vostro fratello Vittore
Foligno, 2011-02-01