Storia

Storia
“Estratto da La preghiera del francescano, Edizioni Messaggero Padova, 1996 ”

Vita di san Francesco e storia dell’Ordine Francescano Secolare
1182
Nasce in Assisi da Pietro di Bernardone e madonna Pica.

1202
Combatte contro Perugia a difesa della sua città: nella battaglia di Collestrada è fatto prigioniero.

1205
Desideroso di diventare cavaliere decide di andare a combattere in Puglia, ma a Spoleto una visione e una voce misteriosa lo fermano. Ritorna in Assisi e inizia il lungo periodo di tempo che lui stesso chiama “conversione”.

1206
Va pellegrino alla tomba di san Pietro a Roma; scambia il suo ricco vestito con quello di un mendicante e si mette a chiedere l’elemosina. Tornato in Assisi si occupa dei poveri e dei lebbrosi; un giorno, mentre nella chiesetta di San Damiano prega, il Crocifisso gli dice: “Francesco, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”.

1207
Innanzi al vescovo di Assisi rinuncia a tutto restituendo al padre perfino le vesti che indossa ed esclama: “D’ora in poi potrò dire liberamente: Padre nostro, che sei nei cieli, non padre Pietro di Bernardone”. Stabilisce la sua dimora presso la chiesetta di Santa Maria degli Angeli (Porziuncola).

1209
Nella festa di san Mattia, dopo essersi fatto spiegare dal sacerdote il brano del Vangelo della messa riguardante la missione degli apostoli (Mt 10,1-13), pieno di gioia esclama: “Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore”. Alcuni giovani di Assisi seguono il suo esempio: ha inizio così la Fraternità francescana.

1210
Nell’aprile si reca a Roma con i suoi primi undici compagni e ottiene da Innocenzo III, a viva voce, l’approvazione della Regola. In precedenza il papa aveva avuto la visione del Laterano crollante e riconobbe in Francesco il religioso piccolo e spregevole che lo sorreggeva.

1211
Nella notte del 28 marzo, nella chiesetta della Porziuncola, accoglie la giovane Chiara, fuggita dal palazzo paterno, e la riveste dell’abito francescano. A così inizio il Secondo ordine o delle clarisse.

1212
A Roma incontra Giacomina dei Settesoli, che rimarrà affezionata al santo e sarà presente alla sua morte. Di ritorno, ad Alviano, Francesco, dopo aver predicato al popolo, promette di dare una regola di vita per coloro che vogliono seguire il suo ideale evangelico rimanendo nel mondo. È il primo accenno al Terz’Ordine.

1213/1218
Predica il Vangelo in molti luoghi e città d’Italia; compie viaggi apostolici in Francia e Spagna. Ogni anno riunisce i frati a capitolo e li invia nelle varie nazioni d’Europa, in Marocco e Siria.

1219
Desideroso del martirio, nel giugno salpa da Ancona per il Medio Oriente. È tra i crociati ai quali sconsiglia di dare battaglia; non è ascoltato e subiscono una tremenda sconfitta. Incontra il sultano d’Egitto, il quale si raccomanda alle sue preghiere e permette a lui e ai suoi compagni di visitare i luoghi santi della Palestina.

1221
Celebra il famoso “capitolo delle stuoie”, al quale convennero circa cinquemila frati; tra di essi sant’Antonio di Padova. Onorio III approva il Memoriale propositi fratrum et sorum de poenitentia, preparato da san Francesco e dal cardinale Ugolino (il futuro Gregorio IX). È considerato come la prima Regola dell’Ordine dei penitenti francescani. Detto più tardi Terz’Ordine Francescano. Ci è pervenuto nella redazione del 1228.

1223
Con frate Leone e frate Bonizio si ritira a Fonte Colombo (Sinai francescano) per stendere la nuova regola dell’Ordine, che Onorio III, il 29 novembre, approva con la bolla Solet annuere. Nel Natale, a Greccio (Betlemme francescana) allestisce il primo presepio.

1224
Nel mese di settembre, sulla Verna (calvario francescano), riceve le stimmate.

1225
Dopo una notte di sofferenze, compose il Cantico delle creature.

1226
Quasi cieco, nei primi mesi dell’anno, a Fonte Colombo, per obbedienza si sottopone alla dolorosissima operazione della cauterizzazione: “fratello fuoco” non gli fa male. Nella primavera ritorna ad Assisi e a Santa Maria degli Angeli, il 3 ottobre, allora di vespro, muore.

1228
Il 16 luglio, in Assisi, da Gregorio IX è iscritto nell’albo dei santi.

1230
Il 25 maggio, il suo sacro corpo è traslato dalla chiesa di San Giorgio nella nuova basilica eretta nel suo onore.

1289
Niccolò IV, francescano, dà una nuova Regola ai Fratelli e sorelle della penitenza; il suo contenuto ripete quasi interamente, in maniera più ordinata, quello del “Memoriale”. San Francesco è riconosciuto istitutore dell’Ordine della penitenza. Questa Regola, con alcuni accorgimenti apportati specialmente dagli “Statuti generali o Costituzioni” di Innocenzo XI (1688), è rimasta in vigore per 600 anni.

1883
Leone XIII, terziario francescano, volendo imprimere una svolta decisiva in senso cristiano alla socetà dei suoi tempi, non vide mezzo più adatto allo scopo che il Terz’Ordine Francescano. Pensò perciò di ritoccare la Regola, semplificandola, per proporla a tutti i fedeli. La promulgò, con la costituzione apostolica Misericors Dei Filius, il 25 maggio.

1957
Pio XII, con lettera della Congregazione dei religiosi (25 agosto), promulga le Costituzioni generali del TOF. Esse costituiscono quasi una risposta alle richieste di alcuni delegati che al congresso internazionale celebrato a Roma nel 1950 hanno domandato l’aggiunta di qualche frase alla Regola di Leone XIII per dare al testo quell’aspetto evangelico e sociale che mancava.

1916
Da Benedetto XV è proclamato patrono dell’Azione cattolica.

1939
Da Pio XII è proclamato patrono primario d’Italia assieme a santa Caterina da Siena.

1978
Paolo VI, con la lettera apostolica Seraphicus Patriarcha del 24 giugno, promulga la nuova Regola che “adatta l’Ordine Francescano Secolare (nuova denominazione del TOF) alle esigenze e attese della santa Chiesa nelle mutate condizioni dei tempi”. Il lavoro di “aggiornamento”, iniziato dietro le sollecitazioni e le indicazioni del concilio Vaticano II, è durato dodici anni.

1979
Da Giovanni Paolo II è proclamato patrono dell’ecologia.

1982
Giovanni Paolo II nell’udienza concessa all’OFS mondiale, definisce questa Regola un autentico tesoro, sintonizzata allo spirito del concilio Vaticano II e rispondente a quanto la Chiesa attende dai francescani secolari, e raccomanda di studiarla, amarla, viverla.

 

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