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XXVII Giornata di Spiritualità

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XXVII "Giornata di Spiritualità"

Loreto, 18 aprile 2010

Domenica 18 aprile si è svolta, a Loreto, la 27^ giornata di spiritualità promossa e organizzata dal Consiglio regionale dell’Ordine Francescano Secolare delle Marche.

In piena sintonia con l’Anno Sacerdotale indetto da Papa Benedetto XVI, l’OFS regionale ha voluto dedicare il tradizionale appuntamento di primavera al tema del
"Sacerdozio in San Francesco".

I lavori della giornata, coordinati dal Ministro regionale Emilio Capogrossi, si sono aperti con la preghiera comunitaria guidata dal Provinciale del TOR P. Alessio Maglione, cui hanno fatto seguito gli indirizzi di saluto del Sindaco della città mariana Moreno Pieroni e del Rettore della Santa Casa P. Marzio Calletti.

Due le relazioni in programma: la prima tenuta dall'Arcivescovo di Loreto Mons. Giovanni Tonucci, nella quale, con puntuali riferimenti alle Fonti, è stato posto in evidenza il rapporto singolare tra Francesco d'Assisi e i sacerdoti del suo tempo.

In un periodo storico contrassegnato da eresie di matrice donatista (dottrina in base alla quale la validità del sacramento dipende esclusivamente dalla dignità di colui che lo amministra), Francesco dimostrò un atteggiamento di incondizionata venerazione nei confronti dei sacerdoti, anche se accusati di debolezze.

Le motivazioni di tale comportamento sono condensate nelle commosse parole del Testamento:
"Il Signore mi dette così grande fede nei sacerdoti che vivono secondo la forma della Santa Chiesa Romana, che anche se mi facessero persecuzione, voglio ricorrere proprio a loro. E se io avessi tanta sapienza, quanta ne ebbe Salomone, e mi incontrassi in sacerdoti poverelli di questo mondo, nelle parrocchie in cui dimorano, non voglio predicare contro la loro volontà. E questi e tutti gli altri voglio temere, amare e onorare come i miei signori. E non voglio considerare in loro il peccato, poiché in essi io riconosco il Figlio di Dio e sono miei signori. E faccio questo perché, dello stesso altissimo Figlio di Dio nient'altro vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e il santissimo sangue che essi ricevono ed essi soli amministrano agli altri".

Non è mancato, da parte dell'Arcivescovo Tonucci, un richiamo alle dolorose vicende di stretta attualità nelle quali, purtroppo in forma indiscriminata, l'operato dei sacerdoti è oggetto di aspra polemica.
Il presule ha invitato i fedeli ad essere vicini ai propri sacerdoti, non facendo mancare la stima e il sostegno per lo svolgimento della loro missione.
La seconda relazione, sul tema
"Laici francescani, 'sacerdoti' della fraternità", è stata affidata ad Ettore Colli Vignarelli, direttore della rivista “Francesco, il Volto secolare”, organo ufficiale dell'OFS d'Italia.
Il relatore, prendendo spunto dal Concilio Vaticano II, ha voluto sottolineare il definitivo superamento di una concezione bipolare della Chiesa (i preti da una parte e i non-preti dall'altra) ricordando che, in forza del battesimo, i laici sono
"resi partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo" (Lumen Gentium).

Nello specifico, i laici di ispirazione francescana, sono chiamati a svolgere il proprio ruolo all'interno della comunità nella quale vivono, esercitando con competenza e in spirito di servizio le proprie responsabilità.
Ma quali debbono essere, nel nostro tempo, gli orientamenti dell'azione francescana?
In linea con una tradizione plurisecolare in campo sociale (il relatore ha opportunamente ricordato l'esperienza dei Monti di Pietà sorti nel XV secolo per iniziativa dei francescani) e nel rispetto della Regola che hanno professato, i membri dell'OFS sono chiamati anche oggi a impegnarsi con coraggio per la "
promozione della giustizia" (art. 15 della Regola) scegliendo un "rapporto preferenziale verso i poveri e gli emarginati" (art. 19 delle costituzioni).

Nel trarre le conclusioni del proprio ragionamento, Colli Vignarelli ha voluto esortare l'Ordine ad uscire dagli angusti confini della ritualità e delle prassi consolidate, per iniziare a vivere la Regola nella sua integrità.

Valga, per tutti, la riflessione e l'esempio di Giorgio La Pira, indimenticato Sindaco di Firenze e terziario francescano:
"Noi credevamo che bastassero le mura silenziose dell'orazione! Credevamo che chiusi nella fortezza interiore della preghiera noi potevamo sottrarci ai problemi sconvolgitori del mondo; e invece nossignore; eccoci impegnati con una realtà che ha durezze talvolta invincibili; una realtà che ci fa capire che non è una pia espressione l'invito di Gesù: nel mondo avrete tribolazioni. Prendi la tua croce e seguimi!
Bisogna lasciare – pur restandovi attaccato col fondo del cuore – l’orto chiuso dell’orazione. L’orazione non basta; non basta la vita interiore; bisogna che questa vita si costruisca dei canali esterni destinati a farla circolare nella città dell’uomo.
Bisogna trasformare la società!"
.

Nel pomeriggio i francescani secolari delle Marche sono stati accolti nella Basilica inferiore della Santa Casa, nella quale si è conclusa la giornata di spiritualità, uniti attorno alla Mensa Eucaristica sia per la solenne adorazione a Gesù Sacramentato, sia per la Santa Messa, concelebrata dai Padri Provinciali e dagli Assistenti spirituali regionali dell’OFS.

Mauro Torelli
(articolo pubblicato il 21 aprile 2010 sul settimanale cattolico della diocesi di Jesi
Voce della Vallesina)





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